Le edizioni NovaEuropa sono felici di annunciare la pubblicazione della seconda edizione de La quarta teoria politica, opera principale del celebre pensatore russo Aleksandr Dugin. Dopo il successo editoriale della prima edizione (le cui prime 200 copie erano numerate manualmente e sono tutt’oggi pregevoli manufatti da collezione) e il suo rapido esaurimento presso le librerie e i nostri depositi, è stato necessario procedere a una ristampa, ma ci sembrava dovuto estendere al meglio l’apparato di appendici del testo con documenti esclusivi ad opera dello stesso Autore.

Ha visto così la luce questa seconda edizione, in una nuova veste grafica e con un indice esteso, che vede l’introduzione non solo della prefazione di Luca Siniscalco, che già aveva trattato precedentemente l’opera di Heidegger, a cui il professore russo fa frequentemente riferimento nel suo lavoro, ma con un’introduzione inedita di Dugin per il pubblico italiano, a cui egli sembra essere particolarmente attento. In aggiunta, nelle appendici, alcuni nuovi saggi chiariranno il pensiero dell’Autore in merito all’utilità delle sue prospettive per l’Europa occidentale.

Purtroppo, e come forse qualcuno dei lettori ha saputo, la prima edizione del testo ha suscitato, per colpa di alcuni ambienti marginali che tentavano di accaparrarsi dolosamente i diritti delle opere dell’Autore, alcune polemiche. Polemiche che si sono risolte positivamente con la riconferma dei diritti dell’opera alla nostra Casa Editrice ed una più stretta collaborazione con il celebre accademico, del quale stiamo preparando altre edizioni.

Ci sembrava necessario estendere la nostra proposta di questo testo in Italia, per il proficuo dibattito che l’opera di Dugin può intrattenere con le nostre idee. Le prospettive del comunitarismo europeo sono per molti versi tangenti al pensiero del Professor Dugin, rappresentato eminentemente dalla “quarta teoria politica”, che ne rappresenta il suo appello alle intellettualità internazionali a una riflessione antidogmatica, critica e rivoluzionaria rispetto agli iniqui assetti vigenti. E se non mancano divergenze teoriche, queste rientrano nell’ambito di una positiva dialettica conoscitiva, che deve procedere alla consapevolezza che il percorso veritativo muove dalla presa di coscienza dell’esistenza di una pluralità di punti di vista giustificati dalle culture, dalle tradizioni e dalle civiltà storicamente differenziate, che meritano di incontrarsi e dialogare, invece che di annichilirsi e distruggersi vicendevolmente. Il messaggio della quarta teoria politica che più volentieri accogliamo è in fondo questo: la necessità, in un’epoca di transizione storica, di preservare la ricchezza differenziale del mondo, perché non si perda nulla della cultura profonda dell’umanità.