Il giornalista brasiliano Isaque Santos ha voluto intervistare l’autore di Cuba. Dio Patria Socialismo e curatore della prima edizione italiana de La Quarta Teoria Politica, Andrea Virga. Si è rivelata un’occasione positiva per parlare di comunitarismo e far conoscere la nostra attività editoriale a livello internazionale. Riportiamo qui le risposte per noi più rilevanti, quelle che parlano del nostro lavoro editoriale.

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Lei parla del Comunitarismo come di una proposta ideologico-politica per l’Italia e per l’Europa. Che cosa sarebbe? Ha qualche relazione con la Quarta Teoria Politica?

Parliamo di Comunitarismo perché la politica ha bisogno di cambiare completamente il suo soggetto di base, da una società di individui a comunità di persone. Il contrasto fondamentale è quello antropologico tra l’individuo, atomizzato sradicato e intercambiabile, e la persona, nata in uno specifico ambiente sociale e naturale e legato da più comunità (famigliare, lavorativa, religiosa, nazionale, ecc.). Quindi, il comunitarismo è in radicale opposizione non solo al liberalismo, ma anche alle sue conseguenze sociopolitiche, come il capitalismo, il consumismo e l’imperialismo. Allo stesso tempo, si distingue dalle ideologie collettiviste, che si concentrano su un singolo aspetto dell’esistenza umana, come la razza o la classe, negando gli altri e costringendo la persona in una sorta di gabbia ideologica.

Il comunitarismo sostiene lo sviluppo integrale dell’essere umano, che è possibile solo attraverso la vita comunitaria e l’interdipendenza tra doveri e diritti, libertà e responsabilità. Il suo scopo è il rovesciamento rivoluzionario della società di mercato liberale basata sullo sfruttamento dell’uomo e della natura, a favore di una società comunitaria basata sulla proprietà dei lavoratori, la giustizia sociale, una politica di governo su più livelli, e la protezione delle identità culturali e dell’ambiente naturale. Nell’arena internazionale, promuove l’integrazione delle comunità regionali e nazionali nei loro rispettivi grandi spazi e un ordine mondiale multipolare basato sull’equilibrio, il dialogo e la cooperazione tra queste civiltà, al fine di affrontare le sfide universali che attendono la comunità umana.

La Quarta Teoria Politica di Dugin è un importante contributo teorico alla lotta contro il liberalismo. Benché siamo europeisti e non eurasiatisti, sicuramente apprezziamo aspetti importanti della Quarta Teoria Politica, come il multipolarismo e il richiamo al concetto heideggeriano di Dasein.

Quali sono i propositi dell’editrice NovaEuropa? In altre parole: le sue pubblicazioni seguono una linea specifica?

Sto attualmente lavorando con la NovaEuropa Edizioni, una casa editrice di orientamento comunitarista. Al momento, abbiamo tre collane: Auctores, riguardante autori classici, Krisis, dedicata alla politica e all’attualità, e Kultur, destinata ai testi filosofici, religiosi e antropologici. Nonostante l’apparente eclettismo del nostro catalogo, abbiamo un progetto più ampio, basato sulla nostra proposta culturale comunitaria.

Più specificamente, il nostro obiettivo principale è generare interesse e dibattito circa la teoria e la prassi del comunitarismo. A questo scopo, stiamo pubblicando:

  1. Testi analitici che offrono nuove prospettive sul mondo attuale, come quello di La Grassa sul marxismo e la Quarta Teoria Politica di Dugin;
  2. Autori storici (es. Chesterton), il cui lavoro può contribuire allo sviluppo del comunitarismo, pur avendo fatto parte di altre scuole di pensiero;
  3. Saggi sulla politica e le culture di altre civiltà e Paesi (specialmente quelli più distanti dal modello liberale occidentale, come Cina e Cuba), dato che consideriamo di particolare importanza la lotta contro il provincialismo e il razzismo.
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Potrebbe sintetizzare la tesi centrale del suo libro? E qual è il significato del tema Dio Patria Socialismo?

Il mio libro è una raccolta di tutti i miei saggi e gli articoli scritti su Cuba, dal 2012 al 2016, compresi i quasi 9 mesi che ho trascorso vivendo e studiando all’Avana, dove ho avuto l’opportunità di incontrare in prima battuta la storia e la cultura cubana. In effetti, ritengo che questa combinazione di conoscenza accademica ed esperienza diretta sia inestimabile. Il volume non include materiale dalla mia tesi di dottorato, ma il suo filo conduttore è piuttosto spiegare Cuba al popolo italiano. Infatti, la maggior parte degli articoli erano stati scritti per un pubblico in ampia parte cattolico e di destra, e dunque il meno suscettibile ad apprezzare questo soggetto. Il libro è diviso in quattro parti tematiche: politica, religione, storia ed economia. L’ultimo consiste di un articolo di dottorato in economia politica che studia la transizione economica cubana dal collettivismo a un’economia mista, pur sempre all’interno di un sistema socialista.

Ho scelto queste tre parole non solo perché esprimono la mia visione del mondo, ma anche perché il libro, nonostante il suo profilo antologico, s’incentra su questi tre aspetti di Cuba: la religione cristiana, il patriottismo e la giustizia sociale. Più specificamente, mi dedico a mostrare come la Rivoluzione Cubana abbia sempre avuto una forte componente nazionalista, come la sua relazione con la Chiesa Cattolica sia ampiamente migliorata e la mutua cooperazione tra questi due attori sia possibile e fruttuosa, e come il castrismo storico abbia intrapreso profondi cambiamenti verso un nuovo modello sostenibile, senza mettere a repentaglio le sue conquiste sociali. La tesi generale è che Cuba non possa essere vista né come un Paradiso socialista, né come un inferno comunista – come troppo spesso avviene in Europa e nelle Americhe, ma debba essere considerata in maniera più realistica ed equilibrata – cosa che effettivamente manca nei media generalisti.