La censura di Amazon colpisce NovaEuropa

Riportiamo di seguito gli aggiornamenti di stato sulla censura senza precedenti che la grande piattaforma Amazon ha messo in atto anche contro l’editoria di NovaEuropa. Riteniamo tutto questo un atto criminale nei confronti della libertà di espressione e di pensiero, e una chiara prova dei sistemi di potere che sussistono nel mondo nel quale viviamo.

 

8 febbraio

Da ieri sono spariti da Amazon tutti (o quasi) i libri di Aleksandr Dugin, tra i quali il nostro “La quarta teoria politica”, con la giustificazione per cui tali prodotti violavano gli standard della piattaforma della multinazionale americana in questione.

Alla nostra richiesta di spiegazioni, il servizio di Amazon ha rincarato la dose, rispondendo che “per rispettare questi e altri requisiti legali, è politica generale di Amazon che gli articoli importati o provenienti dai seguenti paesi e regioni non possano essere venduti su Amazon: Cuba, Iran, Corea del Nord, Siria, Sudan, Crimea Regione dell’Ucraina [sic!]”.

Posto che ovviamente il libro era di pubblicazione italiana (come l’ISBN avrebbe tranquillamente confermato), pare che le politiche di Amazon, rivolte misteriosamente a un certo tipo di paesi tutti “casualmente” non allineati, considerino prodotti di esportazione anche le idee. Non sappiamo bene come questa cosa venga recepita negli Stati Uniti, ma siamo sicuri che qui nel Vecchio Continente sia chiamata CENSURA.

Inoltre, il meccanismo tecnico messo in atto ci fa riflettere sulle modalità operative di quello che Nick Srnicek ha definito il “capitalismo delle piattaforme”.

Crediamo che tutto questo sia – al minimo – preoccupante.

 

 

13 febbraio 

 Proseguono le incredibili vicende del libro di Aleksandr Dugin e di Amazon.

Alle nostre richieste di chiarimenti, il servizio rivolto agli utenti della piattaforma statunitense risponde che il volume in questione “non è in linea con le regole e leggi a cui Amazon è soggetta essendo un libro politico dalla Russia”. Libro che, lo ricordiamo ancora, è una traduzione italiana prodotta in Italia, con finalità di studio e analisi.

Come se non bastasse, si aggiunge come queste regole “vengono applicate direttamente dagli Stati Uniti dove c’è la sede principale di Amazon”.

Ci verrebbe ironicamente da chiedere se, in quanto “libri politici che vengono dalla Russia”, Amazon eliminerà tutti i testi sociologici, politologici e analitici degli autori contemporanei di quel paese. Se verranno quindi cancellati dal sito gli scritti di Bakunin, Lenin e così via. Oppure, quanto estensivamente verrà applicata questa regola, e se potrebbe colpire anche le opere di autori come i più classici Tolstoj e Dostoevskij, le cui riflessioni sempre tangevano anche la politica.

Ci verrebbe da chiederlo ironicamente, ma non c’è nulla da ridere in tutto questo. La più importante piattaforma di diffusione libraria internazionale ha confermato, senza nemmeno troppi giri di parole, come si faccia dettare il nuovo indice dei libri proibiti dagli Stati Uniti d’America. E tutto questo in stato di semi-monopolio internazionale, alla faccia di chi decanta le “magnifiche sorti e progressive” del libero mercato globale.

Come nel celebre sermone del pastore Niemöller, qui non conta quale sia la vostra idea su Aleksandr Dugin o sul suo testo, perché i prossimi a essere rimossi con due clic dalla sfera del pubblico siete voi, le vostre idee politiche e sociali e il vostro modo di vita.

Se questo è il futuro che ci è stato programmato, abbiamo il dovere di immaginarne uno radicalmente diverso.