Della cosa tecnica

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Platone definiva la Politica tecnica regia. Eppure nella contemporaneità sorge con sempre maggiore evidenza una contrapposizione tra Politica e Tecnica, un dualismo che in realtà molti autori hanno saputo scorgere con largo anticipo, indagandolo con gli strumenti del pensiero. Questo saggio vuole parlare dei “processi di spoliticizzazione” messi in atto ai nostri giorni e prodotti dalla Tecnica, e lo fa adoperando un metodo figlio del discorso di autori quali Carl Schmitt, Emanuele Severino, Massimo Cacciari. La domanda sull’orizzonte destinale della Tecnica che il libro si pone è anche la domanda fondamentale sul futuro del Mondo e dell’umanità.

L’autore di questo saggio, Diego Medagli, è Dottore in Scienze Politiche, laureato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Al centro del suo interesse vi è la filosofia politica e l’opera dei classici del pensiero politico mondiale. Introduce l’opera una prefazione di Mauro Magatti, Professore di Sociologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, sulle più attuali implicazioni del problema della Tecnica.

«La tecnica è, infatti, fondamentalmente luogo impolitico. La politica è, infatti, spazialità, data e divisa. Proprio ciò che la globalizzazione invece aveva rimosso nel nome di una omologazione tecnica planetaria. Che cos’altro sono i sovranismi se non il tentativo di reintrodurre la politica in un mondo tecnico?» – Mauro Magatti