Il partito della Contea. Appunti sulla filosofia politica di J.R.R. Tolkien

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J.R.R. Tolkien (1892-1973), filologo e romanziere, autore de Lo Hobbit e de Il Signore degli Anelli, è una delle figure più note e celebrate della letteratura del Novecento, divenuto col tempo un vero e proprio fenomeno di culto.
Sul suo legendarium molto è stato scritto, tuttavia sono ancora rari i contributi che ne indagano la dimensione politica ed economica. Lo sottolinea efficacemente lo studioso Joseph Pearce, il quale lamenta pure come quel poco che è disponibile sul tema «sia erroneo nelle conclusioni e all’oscuro delle finalità che Tolkien si prefiggeva. Le eccezioni che ci sono – ahimè – non fanno che confermare la regola. Ci sarebbe bisogno di uno sforzo ben maggiore in questo campo, anche perché Tolkien in persona aveva affermato, almeno implicitamente, che il rilievo politico della sua opera era secondo, per importanza, solo a quello religioso».
È dunque venuto il momento di fare un po’ di chiarezza, di smascherare gli errori e le forzature, di raccogliere quanto di buono si è prodotto sul tema e di tentare un’analisi diversa, che sfugga agli angusti limiti di certe letture di parte, valorizzando finalmente la grande complessità della Terra di Mezzo e del pensiero del suo ideatore.
Il partito della Contea, in particolare, ha lo scopo di dimostrare come la filosofia politica di Tolkien, radicata soprattutto nel pensiero di San Tommaso d’Aquino, si configuri come un elogio del bene comune e della comunità di contro al cinismo e al caos della società attuale.
Dietro i capolavori del professore inglese è nascosta un’intuizione geniale sulla realtà di cui la dimensione politica è indubitabilmente una delle componenti più importanti.

Luca Fumagalli, nato a Lecco nel 1985, è laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e si occupa soprattutto dello studio e della promozione delle figure più significative del panorama cattolico britannico degli ultimi due secoli. Tra i suoi lavori si ricordano L’ombra delle mosche. Introduzione alla narrativa di William Golding (Il Cerchio, 2015), Robert Hugh Benson. Dal “Trionfo del re” al “Padrone del mondo” (Mimep Docete, 2016), Baron Corvo. Il viaggio sentimentale di Frederick Rolfe (Radio Spada, 2017), Non c’è altra via che la notte. Distopie, antiutopie e futuri da incubo in letteratura (La Vela, 2018) e Robert Hugh Benson. Sacerdote, scrittore, apologeta (Fede & Cultura, 2019).