Il Regno dei Demoni. Una fatalità tedesca

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Ernst Niekisch (1889-1967) è stato uno dei più fulgidi esempi della intensa militanza politica che ha segnato il contrasto tra le grandi ideologie nel XX secolo. Il suo percorso, controverso, ma sempre vissuto con coerenza e coraggio, si snoda dalla partecipazione della Repubblica dei consigli bavarese al nazionalbolscevismo, per poi approdare, dopo la resistenza anti-hitleriana, alla esperienza politica della Repubblica Democratica Tedesca come direttore dell’Istituto di Ricerca sull’Imperialismo, staccandosene dopo la repressione dei moti operai del ’53. A differenza di molti altri autori della Konservative Revolution, si oppose alla dittatura hitleriana fin dal suo inizio, pagando il suo impegno con otto anni di prigionia. Infatti, è proprio in in una prospettiva autenticamente socialista e nazionale, che conduce la sua critica serrata all’hitlerismo e agli interessi di classe che lo sostenevano. L’anti-hitlerismo anticapitalista di Niekisch, scevro da ogni elemento liberale, radicato nella dottrina marxista e nella tradizione prussiana, lo colloca tra i precursori del discorso comunitarista.

Questo volume include i due testi di Niekisch dedicati all’analisi del Terzo Reich, ponendoli affiancati, in una prospettiva cronologica. Il primo, Hitler. Una fatalità tedesca, risale al 1932 e costituisce uno studio del movimento hitleriano nell’imminenza della sua ascesa al potere. Questo testo, finora inedito in Italia e accompagnato dalle illustrazioni originali del pittore Andreas Paul Weber, compagno dell’autore, rappresenta un prologo ideale al ben più consistente Il regno dei demoni, riproposto al pubblico italiano dopo quasi sessant’anni, nella traduzione d’autore di Francesco Saba Sardi. Questa seconda opera, iniziata clandestinamente durante il Terzo Reich, gli costò la condanna al lager, e fu infine completata dopo la guerra. Si aggiungono a questi testi una prefazione e un saggio ad opera, rispettivamente, di Franco Milanesi e Alessio Mulas, entrambi studiosi della Rivoluzione Conservatrice.