La sfida di Carl Schmitt

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Perché leggere oggi Carl Schmitt? La sua visione della società è ancora valida nella nostra epoca “post-politica”? Ma soprattutto, le sue tesi su Stato, conflitto, sovranità e legge possono avere una funzione politica in questo mondo globalizzato? A queste e altre domande, relative a un autore ormai riconosciuto come il più importante teorico della politica e del diritto del Novecento, cerca di fornire risposta un gruppo internazionale di studiosi, molti dei quali legati allanew left, e di varia provenienza disciplinare. Il loro interesse nasce dalla convinzione che attraverso la discussione delle opere schmittiane, e grazie ai preziosi strumenti forniti dal pensatore tedesco, è possibile cogliere quali sono le carenze del contesto liberale dominante e cercare di porvi rimedio, perché Schmitt è ad oggi un pensatore centrale per la comprensione e il superamento dell’epoca presente.

La curatrice di questo volume, Chantal Mouffe, politologa belga, ha lavorato a lungo, insieme al collega argentino Ernesto Laclau, all’elaborazione di una nuova teoria legata al concetto gramsciano di egemonia e alla creazione di una democrazia radicale, basata sul pluralismo agonistico, che ha ispirato la formazione di nuovi soggetti politici di “sinistra populista”.

Il volume si conclude con un saggio del 1930 dello stesso Schmitt, Etica statale e Stato pluralista.

Tra gli altri autori – Grigoris Ananiadis, Agostino Carrino, Catherine Colliot-Thélène, Jorge E. Dotti, David Dyzenhaus, Paul Hirst, Jean-François Kervégan, Ulrich K. Preuss – spicca il filosofo sloveno Slavoj Žižek, noto per il suo pensiero critico ispirato a Marx e Lacan e per le sue ripetute incursioni nella cultura pop.