L’estetica dell’Invisibile. Il pensiero eurasiatico di Pavel Florenskij

16.00

IN PREVENDITA FINO AL 22 OTTOBRE

Pavel Aleksandrovic Florenskij (1882-1937) è stato una delle figure più interessanti del pensiero russo nel XX secolo, in primo luogo per la sua capacità di combinare un profondo radicamento spirituale nell’anima russa con un intelletto poliedrico che diede vita a una vasta produzione scrittoria. Nelle vesti di sacerdote ortodosso, fu teologo e mistico, attento non solo alla Patristica, ma anche alla sapienza esoterica e all’arte delle icone, senza disdegnare autori occidentali come Dante. Al tempo stesso, come matematico si occupò di geometrie non euclidee, ma anche di logica e di filosofia del linguaggio. Queste attività non erano però separate, ma appartenevano a una stessa visione del mondo, nella quale la conoscenza scientifica e quella religiosa erano in pieno accordo. L’episodio più rivelatore è forse la sua partecipazione, in abito talare, alla commissione sovietica per l’elettrificazione. Infatti, dopo la Rivoluzione d’Ottobre, rifiutò di emigrare e continuò a mettere le sue qualità al servizio della Russia, fino all’arresto e alla morte, nel gulag delle Solovki, nel corso delle Grandi Purghe.

Questo volume di Luigi Zuccaro, giovane studioso del mondo russo, riesce a dare conto proprio della varietà degli interessi di studio di Florenskij e della loro unità spirituale di fondo. In nove capitoli tematici, preceduti da una prefazione introduttiva di Luca Negri, egli guida il lettore all’interno del suo pensiero, concentrandosi di volta in volta su alcuni punti di particolare interesse, come il dibattito tra spiritualismo e materialismo nel corso della Rivoluzione Russa e, più in generale, il rapporto tra fede e ragione, religione e scienza, mostrando l’intima connessione tra questi due aspetti del sapere umano.

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