Marxismo e Cristianesimo

18.00

IN ALLEGATO

Marxismo e Cristianesimo sono davvero così antitetici, come spesso sostenuto dagli appartenenti a entrambi gli schieramenti, o invece non è così? Scritto nel 1953 e poi rivisto alla luce di eventi come il Sessantotto e la caduta del Muro di Berlino, questo saggio traccia un profilo teorico del sottile rapporto che lega la filosofia marxista e la religione, sia alla luce dell’opera dei precursori Hegel e Feuerbach che nell’opera degli epigoni come Kautsky, Luxemburg, Trotsky, Lukács… Il marxismo per molti versi costituisce una secolarizzazione del messaggio di salvezza cristiano, ma c’è di più oltre alla semplice laicizzazione della più importante religione occidentale. È il paradigma di fondo, che MacIntyre analizza, che le lega, e che rende entrambi i pensieri utili a chi voglia condurre una critica radicale al liberal-capitalismo, verso un’alternativa comunitarista. In aggiunta, due saggi degli studiosi Giovanni Bombelli e Gianluca Cavallo aiutano il lettore a comprendere meglio l’opera alla luce del pensiero dell’Autore.

Alasdair MacIntyre (nato nel 1929), è un filosofo scozzese che ha insegnato filosofia in numerose università inglesi e statunitensi. Inizialmente marxista e studioso di filosofia analitica, dopo la sua conversione al cattolicesimo è passato a lavorare sulla filosofia morale, adottando posizioni tomiste e agostiniane, oltre ad inscriversi nel filone di pensiero neo-aristotelico. È noto come uno dei principali teorici del comunitarismo in ambito angloamericano.