Origo e dispositivo-rito

16.00

Origo e dispositivo-rito traduce per la prima volta in lingua italiana gli scritti emblematici di A. M. Hocart: un panorama antologico di capitoli da Kings and Councilors e Social Origins, a testimonianza del metodo comparativo e delle problematiche da lui maneggiate nel corso di una carriera vissuta a margine del cortocircuito accademico e intellettuale degli anni Venti e Trenta. Scorribande spericolate, peripezie audaci sui temi dell’esecuzione rituale, del sacrificio, della burocrazia, nel segno di una antropologia rimodellata quale anatomia comparativa.

Arthur Maurice Hocart [Etterbeek, 1883 – Il Cairo, 1939] fu snob, esiliato, idiosincratico, impertinente, eccentrico, enfant terrible, nondimeno stimato e studiato dai numi tutelari dell’antropologia novecentesca e non solo. W. H. Rivers ne è un estimatore, nonché collega di ricerca sul campo. Louis Dumont lo riconosce maestro nello scenario degli studi indiani. I due curatori di African Political Systems lo presentano quale «original thinker» (E. E. Evans-Pritchard) e «neglected pioneer» (Meyer Fortes). Lévi-Strauss rivela plurimi spunti nell’opera del «compianto Hocart» e lo scopriamo suo attento lettore. Jacques Le Goff ne ridesta la memoria nella prefazione ai Re Taumaturghi e altrove ne tesse le lodi.